Questo è il blog di Fabio, alunno della III B - scuola media di Sovere
Sono stati raccolti, per l'adozione a distanza 370 €.
[Michele O.- Giulia P.]
Buon Natale, Fabio!
[Profe Marchese]
Ciao Fabio,
studiando la Prima guerra mondiale non possiamo fare a meno di ricordare il poeta Giuseppe Ungaretti che scrisse alcune poesie proprio nel vivo della Grande Guerra, da lui combattuta nelle trincee del Carso.
Una di queste poesie s'intitola "San Martino del Carso". Qui le immagini del paese distrutto dalla guerra causano nel poeta la visione di una distruzione ancora più brutta, quella dei tanti amici che sono morti e di cui non si dimenticherà mai.
San Martino del Carso
Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
Ma nel cuore
nessuna croce manca
E' il mio cuore
il paese più straziato
L’Europa divisa in due blocchi: All’inizio del secolo scorso l’Europa era divisa in due parti:
| 1° blocco |
|
Triplice Alleanza: Austria Ungheria Germania |
| 2° blocco |
|
Triplice Intesa: Inghilterra Francia Russia |
Molti di questi stati volevano diventare più forti e più grandi e conquistare nuovi territori. Cercavano un pretesto, cioè un’occasione per far iniziare una guerra.
Sono già due settimane che vado a Clusone con il mio insegnante Paolo a fare l’inserimento in una scuola, quella del Patronato San Vincenzo. Ho visto l’armeria e il laboratorio meccanico dove ho limato il ferro. Quello che mi è piaciuto di più è stato il laboratorio meccanico.
Ho visto anche dei ragazzi fumare, che mi hanno offerto una sigaretta. Io l’ho presa e ho detto loro grazie ma l’ho presa soltanto per fare figura, poi l’ho buttata nel cestino.
Fabio ha tradotto questa poesia in bergamasco dedicata alla polenta:
O polenta, polenta
Töte i bòche con tè i se contenta!
O delissia immortal de la pànsa
Te se fé con qualunque pitansa.
Te sé ol cibo de siòre e poarècc
Te sé ol cibo de zùegn e de vècc
A l’te onura ògne bù bergamàsch
Cara spusa del bròmbo di fiàsch.
O polenta, polenta
Tutte le bocche con te si accontentano!
O delizia immortale della pancia
Ti si fa con qualunque pietanza.
Sei il cibo dei ricchi e dei poveri
Sei il cibo di giovani e vecchi.
Ti onora ogni buon bergamasco
Cara sposa della bevanda che sta nei fiaschi.
Si chiamano regioni naturali quelle zone della Terra che hanno lo stesso clima e un territorio con caratteristiche simili.
Possono essere divise in 4 grandi gruppi:
Ciao Fabio,
eccoti la lezione di Storia da studiare per la prossima settimana.
[La profe]
Le armi della I Guerra Mondiale
Nel corso della prima Guerra Mondiale (detta anche Grande Guerra) furono utilizzate molte armi e ne furono inventate delle nuove.
Tra queste ultime il carro armato, un veicolo corazzato capace di muoversi sui terreni più accidentati grazie alle ruote cingolate alla velocità di 6 km all'ora. Procedeva nel fango, resisteva al fuoco delle mitragliatrici, superava il filo spinato e oltrepassava le trincee. Era dotato di mitragliatrici o cannoni in grado di sfondare le linee nemiche. I primi a usarlo furono gli Inglesi (il tank).
La Grande Guerra fu la prima in cui vennero usati gli aerei. Inizialmente i Tedeschi usarono i dirigibili che erano detti "Zeppelin" dal nome del loro inventore. Erano lunghi circa 150 metri, riempiti con gas più leggeri dell'aria (idrogeno), in grado di volare per lunghi tratti e di sgamciare notevoli quantità di bombe sulle città nemiche. Successivamente i Tedeschi ricorsero a piccoli aeroplani, i cacciabombardieri, che subito furono a due posti (uno per il pilota, l'altro per il mitragliere), mentre in seguito vennero perfezionati e diventarono a un posto: il pilota guidava e nello stesso tempo sparava per mezzo di un bottone che azionava la mitragliatrice. In questo modo oltre a combattere fra loro, gli aeroplani potevano mitragliare dall'alto le trincee causando gravi danni.
I tedeschi furono particolarmente interessati anche all'uso del sommergibile, col quale speravano di poter distruggere i collegamenti navali dell'Inghilterra, e quindi i suoi rifornimenti.
Tra le nuove armi non dobbiamo dimenticare il gas asfissiante che provocava la morte per soffocamento. Unico rimedio per poter sopravvivere erano le maschere antigas, ma non pochi soldati tornarono dal fronte con i polmoni gravemente danneggiati.
La Grande Guerra fu essenzialmente una guerra di posizione, che si svolse nelle umide trincee del fronte, protette da fili spinati. Tra le vecchie armi, ma molto utilizzate nelle trincee, la mitragliatrice e il cannone. Per quanto riguarda quest'ultimo, le acciaierie Krupp produssero la "Grande Bertha" (così detta dal nome della figlia dell'industriale tedesco), dal tiro rapido e preciso.
Ciao Bepi,
ho scritto questa canzone insieme con il mio amico Luca sperando che tu possa trarne spunto per il tuo prossimo CD.
Hai detto che verrai a trovarci alla scuola media di Sovere,
alura an ta speta!!!
Alla ricerca del Bepi
Serche ol Bepi tot l’an
De che e de là
In so e in do.
E poi al vede
al bar Roma
che al bif el canta
in bergamasc.
Al firma autografi e cartuline
ale so biondine.
E ona biondina
La ghe dis
An fai cosè stasera?
An va a mangià
Polenta e osei
Al bar delle Piante
An va a cenà.
Ol so socio
Al ghe dis
Bepi
Asculta che
Go de dit o laur.
Asculta go che o bicer
De grapa...
Al te saluda Fabio.
Ciao Fabio!! Sono il Bepi. Grazie per tutte le cose belle che hai scritto su di me! Sono proprio contento che ti sia divertito così tanto ai miei concerti! Magari un giorno vengo sì a trovarvi alla Scuola Media di Sovere, però la lezione di dialetto non la faccio perchè la tua profe di italiano te la devi tenere stretta, che ti insegna persino a lavorare col computer? Ma sai quanti bambinio hanno un blog tutto loro? Pochissimi! E tu, fortunello, sei uno di loro grazie all'aiuto della tua Profe...e ricordati anche che ai nonni si vuole bene per tutto, non solo perchè ci danno qualcosa da spendere! (Eh, eh...ho letto anche le altre cose che hai scritto!). Ci vediamo presto allora! Vedrai che un giorno riusciremo a stringerci la mano!
Ciao. Il Bepi
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